Trasalire, Trascendere, Trasecolare...

Trasalire: Sussultare, scuotersi per una forte, improvvisa emozione. (Zingarelli – Vocabolario della Lingua Italiana).


Noi trasaliamo ogni volta che ci cade l’occhio su qualche cartello, in un museo, sotto un monumento, davanti a un rudere, che vorrebbe essere in inglese e invece è in quella lingua maccheronica e casareccia usata dalle nostre Sovrintendenze, perfetta per provocare le risa delle maestrine in visita da Londra o da N.Y. con le loro scolaresche. (“Forum” al plurale fa “fora”. In latino, ma anche in inglese; come medium e media). Matita rossa.

 

E che dire dell’esilarante “on the downstairs” dalla recente mostra ai Mercati Traianei? Qui, matita blu.


Trascendere: Superare, oltrepassare i limiti (ancora lo Zingarelli).

 

Di sicuro trascende la realtà, superandone i limiti, questo meraviglioso barbone che abbiamo visto elemosinare in giro per i semafori della città. Costume e trucco da Oscar. Osservare la palandrana stracciata, unta e bisunta al punto giusto, i capelli sporchi ma dal taglio perfetto (ci sembra anche di intravvedere delle méches). La barba sapientemente irsuta, il tutto su una bella faccia cotta dal sole che potrebbe essere quella di un eroe omerico.

 

Non mettiamo in dubbio lo stato di profonda necessità che probabilmente avrà ridotto questo poveruomo a una condizione di dipendenza per non dire di schiavitù di una qualche organizzazione che lo concia così e lo programma per turni di lavoro in zone lontanissime l’una dall’altra (noi l’abbiamo viso sull’Olimpica, a Caracalla e a S. Giovanni), ma questo non ci impedisce di trasecolare mentre lui trascende. 

Trasecolare: Restare stupefatto, come chi crede di non essere più di questo mondo (sempre dallo Zingarelli).


Bene; allora continuiamo a trasecolare mentre sorprendiamo, al WEGIL, nel corso della presentazione di una mostra di fotografie scattate in oriente, questo monaco birmano, ovviamente scritturato dall’organizzazione, il quale, fino a qualche minuto prima, musica ipnotica in sottofondo, era chino a disegnare con sabbie colorate un magnifico fiore di loto sulla stuoia davanti a sé.

 

Poi gli è suonato il cellulare, lui lo ha tirato fuori da qualche recesso della tunica e ha risposto come avrebbe fatto chiunque. Però, o per una perplessità pratica o per uno stupore arcano di fronte a quel miracolo tecnologico, a un certo punto si è dimenticato del fiore sulla stuoia, di noi visitatori e dell’impegno sindacale che aveva nei nostri confronti, e se n’è rimasto così, in meditazione per un bel po’, appunto come chi crede di non essere più di questo mondo, mentre noi, di nuovo trasecolavamo.

Trasalire.

 

Santa Maria dell’Anima è la chiesa della Nazione Tedesca a Roma. E’ una bella chiesa rinascimentale piena di affreschi raffinati, di splendidi marmi, di sculture mirabili.

E naturalmente è il luogo del riposo eterno di insigni diplomatici germanici presso la Santa Sede, di bravi artisti germanici al lavoro nei palazzi romani, di floridi mercanti germanici arricchitisi con le forniture al Papato.

Ebbene, proprio accanto all’ingresso della sacrestia, a coronamento della tomba di un ricco amburghese, ecco quale immagine ci saluta. Sarà legittimo trasalire al pensiero che questo orrido teschio ghignante è lì a vegliare sull’eterno riposo di qualcuno?

E chiederci per quale stortura la Chiesa promuova, come accompagnamento verso l’aldilà, questo tipo di artistico terrorismo, questa insistenza sul premio o il castigo eterno, comunque privilegiando la smorfia dell’orrore al sorriso della pace.

 

Ci abbiamo preso gusto a questo gioco di vocabolario, foto e rimandi di pensiero e di attualità.

 

E se ce lo permettete vorremmo ritornarci su, anche perché ne abbiamo ancora tante da raccontare.