Partenze


24 novembre. Parte a S. Apollinare il RomaFestivalBarocco, partorito, è proprio il caso di dirlo, da Michele Gasbarro dodici anni fa e da lui felicemente portato all’attuale maturità, con quante difficoltà può immaginare chiunque in questo infelice periodo abbia cercato di promuovere la cultura.

Programma straricco e splendido concerto di apertura con l’esecuzione di una rara messa di Antonio Nola. Oltre al richiamo delle molte prime esecuzioni, recuperi di opere credute perse, qualità dei solisti, c’è anche il fatto che chi segue i concerti si troverà seduto sui banchi di undici delle più belle chiese di Roma. Promosso con lode.

 

 


24 ottobre. Parte al Museo di Roma in Trastevere la mostra dei fotografi latinoamericani partecipanti al Premio IILA. Vincitrice è Julieta Pestarino che presenta il progetto “Retrato de persona no identificada”, dedicato al tema “Uguaglianza di genere”. E’ un lavoro di fotomontaggio su immagini dell’800. Non chiedeteci di esporvene l’intento sociale: non è detto che noi lo abbiamo capito. Provateci voi.

Ma quello che conquista è l’espressione incantata di questi uomini – donne (ne presentiamo uno, ma ce ne sono altri) che si affacciano alla finestra del tempo come esseri di un altro mondo, stupefatti e innocenti.

Il Museo è ricavato dal convento delle Carmelitane di S. Egidio, un edificio di nessun interesse architettonico, ma fornito, nel chiostro, di uno dei più begli alberi che abbiamo visto a Roma.

Così imponente, che basta affacciarsi a una delle vetrate e, hoplà, il gioco è fatto. Conquistati dal Cedro dell’Himalaya!


21 novembre. Parte alla Galleria della Pigna la mostra di pittura “Quadri viventi” del nostro eclettico amico Massimo Papi, che di professione farebbe il dermatologo, ma a lato fa pure il pittore (al di lui eclettismo dobbiamo la manifestazione annuale “DermArt”, di cui non è difficile intuire l’impostazione).

Bene, stavolta il Dott. (o Maestro?) Papi, fra le tele dipinte con le tecniche tradizionali, ha pensato bene di esporne alcune, come questo nudo maschile di cui presentiamo un dettaglio, realizzate sì a colori, ma con i colori della dermatologia.

Insomma i variopinti liquidi che servono a spennellare i poveri pazienti: la fluoresceina (C20H12O5, prodotto per condensazione a caldo di resorcina e anidride ftalica; polvere giallo-bruna insolubile in acqua…), la fucsina (rosanilina cloridrato, di formula C20H19N3·HCl), la eosina, l’eritrosina, il violetto di genziana, e altre che non ci ricordiamo, anzi preferiamo non citare per evitare un terreno per noi pericoloso.

Garantito, ovviamente, l’effetto curiosità, ma anche la qualità dei lavori. Chi dice che non ci si può stupire, e nello stesso tempo apprezzare l’arte?


 

E per finire, parte, e ci arriva, un invito:

 

Domenica 24 novembre 2019 - Mostra di Katia Hellen Moguy

Hotel degli Aranci - Roma

 

integrato da questa presentazione:

“L’arte di Katia H. Moguy e’ sprovvista del superfluo dove il gesto spontaneo dà un aspetto magico e misterioso.

La sua arte non è pensata, ma esce dal suo interiore con naturalezza e leggerezza, quel che dà ancor più interesse e curiosità nello spettatore.

        Katia h. Moguy sa suggerire con brevi tratti senza cercare di affermare né convincere, ma lasciando a quelli che guardano l’opera la possibilità direi anche la fortuna di proseguire l’opera cominciata con talento sempre rinnovato e continuamente  provocatorio.                                                                                                                          M.o Bernardino Toppi”

Avremmo una domanda da rivolgere ai nostri lettori: A parte l’allegro abuso della punteggiatura e della sintassi, ci avete capito qualcosa? E se sì, ce lo fareste sapere?.

Grazie.

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